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“Il Pescatore e i Calamari”

Una notte di mezza estate a largo di Panarea la luna faceva da cornice a un pescatore dall’aria buffa.

Aveva i capelli ricci color oro, occhi grandi e verdi come lo smeraldo. Il suo fisico ricordava la forma di un amo da pesca e aveva l’abitudine di indossare spesso una maglia a righe bianca e blu che riusciva a coprirgli a malappena l’ombelico.

Al pescatore piaceva sentire il rumore delle onde che si infrangevano sugli scogli e perdersi a guardare il cielo stellato nella speranza che una stella potesse cadere in modo da poter esprimere un desiderio.

Dopo un po’ di tempo si ricordava che non era li solo per sognare ma anche per procurarsi un’ottima cena.

Cominciò a mettersi all’opera e a prendere tutta l’attrezzatura necessaria.

La più importante era una bella fonte di luce che gli eoliani usano chiamare “la lampara” che serviva ad illuminare la zona sottostante la barca.

I calamari richiamati da questa grande eccitazione di colori di luce arrivarono a flotta, così il pescatore contento e orgoglioso del suo operato spense la luce e pescò i calamari.

Ma loro non contenti di essere stati messi in trappola spruzzarono in faccia al pescatore tutto il loro inchiostro blu, riuscendo così a liberarsi e tornare a nuotare felici in mare.

 

Morale: “La libertà è un bene immenso al quale non si può rinunciare”